Emergenza Rifiuti: Campania e Camorra
1 Giugno 2008 - su Repubblica.it nella sezione Cronaca, articolo sull'uccisione del pentito Michele Orsi, 47 anni, coinvolto nello scandalo dello smaltimento dei rifiuti nei comuni del basso casertano. Da mesi, stava ricostruendo il sistema politico-camorristico che si nasconde dietro lo scandalo dei rifiuti in Campania. La camorra lo ha fatto tacere per sempre. L'omicidio è avvenuto davanti ad un bar di Casal di Principe, roccaforte del clan dei Casalesi, la più potente organizzazione criminale campana e forse la più ricca cosca italiana. Era un ingranaggio importante nell'organizzazione criminale; conosceva i segreti del clan e i cognomi dei vertici. Molto sapeva e molto ha detto ai giudici: giovedì avrebbe testimoniato ancora una volta in un processo contro l'emergenza spazzatura. La camorra non gliel'ha permesso. "E' un salto di qualità della strategia dei Casalesi l'attacco ai soggetti che collaborano per contrastare i clan", ha detto il procuratore aggiunto di Napoli Franco Roberti, coordinatore della Direzione distrettuale antimafia. La società Eco4 di Michele Orsi e del fratello Sergio, aveva vinto la gara per lo smaltimento dei rifiuti in 18 comuni del basso casertano. Un'indagine della Guardia di Finanza dimostrò che dietro l'aggiudicazione della gara e la gestione dell'appalto si nascondeva la mano della criminalità. Una commistione tra politica e camorra che coinvolse anche Claudio De Biasio, uno dei tre vicecommissari di Guido Bertolaso nello staff del commissariato per l'emergenza rifiuti. Fatture false, vendite simulate, voti di scambio: un patto tra imprenditori e vertici dei Casalesi che rendeva milioni di euro. Le prime initimidazioni erano arrivate a Michele Orsi nelle scorse settimane: ignoti avevano sparato colpi di pistola contro la porta d'ingresso della sua abitazione. Giovedì Orsi avrebbe dovuto deporre in un altro processo sulle irregolarità dello smaltimento dei rifiuti. Proprio ieri (31 Maggio, ndr), a Castelvolturno, si è svolta una marcia in ricordo del sacrificio dell'imprenditore. "Casal di Principe, Castelvolturno, l'Agro Aversano, la provincia di Caserta, - hanno detto i manifestanti - devono scegliere se voler continuare a rappresentare il popolo della camorra o il popolo di Domenico Noviello e don Peppe Diana", il sacerdote impegnato nella lotta contro il dominio della camorra, ucciso 14 anni fa nella sacrestia della chiesa di Casal di Principe. Un appello, quello di questi manifestanti, che deve farci capire che non ci sono solo rifiuti da smaltire, ma anche proteste di chi non vuole che il proprio territorio abbia discariche "legali" per i propri rifiuti. Il perché c'è l'ho spiega il recente omicidio del pentito Michele Orsi.
(Le parti in corsivo sono fedeli all'articolo pubblicato su Repubblica.it)